Ius soli. Chiese allineate a sinistra

di Mario Frascione

Gettandosi senza indugio nella mischia politica, le chiese cristiane italiane (cattoliche ed evangeliche) si sbracciano con energia e invocano a gran voce lo ius soli.
Quasi con lo stesso sincero zelo con cui secoli fa facevano confessione di peccato, invocando – anziché nuovi cittadini – la Grazia e la misericordia divina. Tutto questo, cosa che stupisce da parte di istituzioni dalla memoria secolare, senza considerare le imprevedibili e pericolose conseguenze politiche, sociali, migratorie, scatenate da un simile provvedimento. E fingendo anche di ignorare che la cittadinanza viene già data a chi nasce in questo paese, attraverso percorsi che garantiscono un minimo di (teorica) integrazione.
Ci sono diverse ragioni che spiegano tale allineamento a sinistra delle chiese cristiane italiane sui migranti.
L’interesse a riguadagnare una visibilità e un ruolo da tempo perduti nella società.
La perdita del senso del sacro unita a un processo di pervadente e corrosiva secolarizzazione, che le svuotano dall’interno di significato e le spingono a trasformarsi in agenzie umanitarie.

Infine la lunga parabola italiana del cattocomunismo e in misura minore del comuevangelismo, che oggi vivono un significativo ritorno di fiamma nell’establishment della chiesa cattolica e di quelle evangeliche. Entrambe felicemente ecumeniche nel mettere sull’altare l’immagine di un Cristo-Che Guevara terzomondista pro-immigrazione.

Se ciò meraviglia meno per la chiesa cattolica, strutturalmente modellata sui tratti del suo leader di turno (ora un gesuita latinoamericano), stupisce invece l’atteggiamento delle chiese evangeliche. Dove è finita quella quantità minima residuale di pensiero protestante, che sopravviveva come un sottile filo rosso dal XVI secolo a oggi,  sempre sotto traccia se si esclude la breve parentesi entusiastica, spontaneistica e persino caotica del XIX secolo? Le chiese evangeliche sembrerebbero aver perso la loro preziosa eredità critica, e il lievito della loro presenza pare annacquato e compromesso nel lungo flirt con il pensiero critico-marxista-antagonista. Accontentandosi di qualche lapide ricordo e dell’intitolazione di una biblioteca di periferia, si lasciano stringere nell’abbraccio mortale di chi ha bisogno presto e senza troppi indugi, hic et nunc per usare un linguaggio ecclesiastico, di nuovi cittadini italiani, sventolando con furia la bandiera del progresso umanitario. Leggasi: “di nuovi bacini elettorali”. Quasi che farli, i cittadini, fosse facile come dirlo viste le faticose, benché straordinarie, vicende di centocinquanta anni della nostra unità nazionale.

Tocca forse constatare amaramente che quello che non riuscirono a completare roghi e ammazzamenti, schiacciando col caterpillar dell’Inquisizione i germogli di una possibile riforma protestante italiana nel XVI secolo, lo hanno fatto con più discrezione i fumi dell’ideologia dal dopoguerra a oggi. Finalmente tra le chiese l’uniformità regna sovrana a sinistra, e la Conferenza Episcopale Italiana detta l’agenda.

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One thought on “Ius soli. Chiese allineate a sinistra”

  1. un altro articolo di lucida analisi. I valori cristiani di solidarietà e accoglienza sono stati trasformati in vuoti slogan demagogici, vessilli di una propaganda umanitarista dietro cui sono all’opera interessi politici. Propaganda e afflusso migratorio costante stanno alimentando una spaccatura manichea nella cittadidanza, buoni e cattivi, accoglienti e respingenti, senza contare la corrente xenofoba che attraversa e avvelena l’Europa. Il discorso sui valori è fuorviante, non si tratta di essere o meno favorevoli a dare asilo, ma di capire
    tutta la portata del fenomeno con le sue conseguenze e il piano ad esso sotteso.

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